La festa dei Colori 2014

Cari Amici, cosa sono le Ande?

Risponderete certamente che sono la catena montuosa più lunga del pianeta, meglio conosciuta come la cordigliera delle Ande, la cui eccezionale bellezza delle vette incanta turisti e arrampicatori di tutto il mondo, tanto da essere considerate il paradiso degli sport estremi. 

Qui nevi perenni, montagne scoscese, rapide di impetuosi fiumi e paesaggi di selvaggia bellezza si alternano a laghi profondi e canyon vertiginosi.

Quando un alpinista sogna le Ande, la sua immaginazione viaggia immediatamente verso la Cordigliera Blanca, a nord del Perù, dove si elevano le vette più alte del Paese, con un ecosistema di alta montagna davvero unico … E’ un mondo fantastico, è proprio un paradiso!

Non so se sia giusto iniziare l’articolo che parla della Festa dei Colori in questo modo, descrivendo il paesaggio in questo modo: allora voglio proporvi un altro punto di vista.

E’ però necessario che leggiate fino in fondo questa lettera che ci è arrivata da un amico che opera nell’ospedale di Chacas, in Perù, sulle meravigliose Ande del Perù. Il medico che l’ha scritta appartiene alla schiera degli “angeli senza ali” che volano su queste bellissime montagne, uno dei tanti angeli a cui noi siamo molto legati.

Vedrete che la realtà andina apparirà in modo diverso a secondo del punto da cui la si osserva.

Questa lettera riferisce,  purtroppo, un fatto realmente accaduto, ma non è l’unico! 

"Cari Amici, Vi scrivo queste righe dal Perù … sono sulle Ande, nella Cordillera Blanca. Il paese dove vivo in questi mesi si chiama Chacas…

Sebbene tutti gli studi dei principali organismi internazionali che si preoccupano di economia dicono che il Perù sta facendo progressi strabilianti, in verità io tutti i giorni vedo scene di povertà e miseria veramente sconvolgenti.

L’altro giorno sono stato in visita in una frazione di Chacas. Ho visitato una ragazza di 18 anni, una ragazza affetta da epilessia e forse con altri problemi che non ho inteso bene.

Era a casa da sola a fare un po’ di faccende domestiche… doveva preparare la cena. Ha avviato il fuoco per terra, in mezzo a 4 –5 pietre: quando il fuoco ha preso bene e mentre stava per mettere su qualcosa a cuocere, questa ragazza, di cui non ricordo il nome, ha avuto una crisi ed ha perso conoscenza cadendo con il proprio corpo sul focolare.

E’ rimasta così, sul fuoco, per un bel po’, finché la mamma, che stava rientrando dai campi, l’ha trovata.

S’era procurata gravissime ustioni sulle mani, sulle braccia e sul tronco, anteriormente.

Varie ustioni, gravissime e profonde … la ragazza era ancora incosciente, ma pian piano aveva iniziato a lamentarsi e poi a piangere per il dolore. La mamma (il papà non c’è …) chiamò subito familiari e vicini.

Tutti accorsero e tutti arrivarono alla stessa conclusione! Non c’è più niente da fare! E’ gravissima! Non può guarire, morirà a breve!

Decisero di non chiamare il medico o qualcuno per assisterla.

Come è tradizione in questa zona del Perù la stesero fuori dalla porta di casa!

Fuori … sulla porta … nell’attesa! Ad aspettare che la Morte o il buon Dio venissero a prendersela.

Coperta con una pesante coperta di lana di pecora.

La ragazza è stata così per 40 ore di fila, ma niente … non moriva e continuava a lamentarsi, a piangere, a gemere … non cedeva!

Finalmente mandarono un ragazzo ad avvisarci in ospedale a Chacas. Io sono arrivato a casa sua un sabato, nel primo pomeriggio … Povera ragazza…

Un gruppo di case di paglia e di fango, coperte di lamiera: case piccole e povere.

E questa ragazza li, distesa sulla nuda terra, con il cappello in testa e le coperte su tutto il corpo. Un viso bianco-giallastro. Una maschera di sofferenza. Un lamento continuo, un pianto come una nenia…

Era li da giovedì sera, ma non riusciva a morire!..."

Per noi, parlare della Festa dei Colori non significa fare una cronistoria dei quattro giorni di baldoria, ma vuol dire spiegare che il nostro desiderio è quello di cercare di fare qualcosa per gli altri, per quelli meno fortunati di noi, per i più poveri.

Direte … ancora? Ancora quelli dell’Operazione Mato Grosso di Berbenno! Che cocciuti, che crape dure!

Ancora qui con la loro richiesta di aiuto per gli Ospedali di Chacas e Zumbahua! Ma se a malapena sappiamo dov’è il Perù …. e dopo …. L’è ona storia che la nda inacc de 22 agn …. L’è en po’ egia la storia … 

Ma i ga mia argogna de contenuà a pecà a la me porta?

Ebbene no! La risposta è No, assolutamente NO, un NO convinto! 

Se il nostro progetto consistesse nel realizzare qualcosa per noi stessi avremmo un tremendo pudore nel chiedere aiuto, ma di fronte alla povertà, di fronte alla richiesta di aiuto di chi è meno fortunato di noi, sappiamo solo ascoltare il nostro cuore e crediamo fortemente che si debba seguire i propri sogni, sempre, anche quando agli altri sembrano irrealizzabili, anche quando c’è qualcuno che ti dice che ciò che fai rappresenta solo una goccia in un oceano, che tanto, il mondo va avanti così. 

Quest’anno, dal 3 al 6 luglio, abbiamo organizzato la Festa dei Colori, giunta ormai alla ventiduesima edizione: non stiamo a dirvi che la manifestazione è stata ancora una volta un successo, perché invece è stata un grande successo, un successo più piccolo solo del vostro cuore immenso che ci regala lo spirito di continuare ad andare avanti.

Il ricavato della  Festa, come ben sapete, è interamente devoluto (interamente per noi significa tutto, senza deduzione di commissioni, provvigioni, spese accessorie o quant’altro) a favore degli Ospedali di Chacas (Perù) e Zumbahua (Ecuador), gli ospedali dei poveri che sono gestiti dai nostri Amici dell’Operazione Mato Grosso. 

Siamo felici di vedervi sempre molto contenti di contribuire a questa preziosa iniziativa, nonostante quel pò di fatica che può comportare: ma tutte le cose belle richiedono un po’ di fatica, come lo richiede la scalata ad una vetta.

Rammentate solo che la nostra fatica, la vostra fatica, sono il nulla di fronte alla vita di un Uomo!