{"id":340,"date":"2025-06-27T09:21:19","date_gmt":"2025-06-27T09:21:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.festadeicolori.it\/?page_id=340"},"modified":"2025-06-27T11:25:35","modified_gmt":"2025-06-27T11:25:35","slug":"progetti-omg","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.festadeicolori.it\/?page_id=340","title":{"rendered":"Progetti OMG"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.festadeicolori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Rumillajta-03-Mujeres-y-Ninos.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n<p>OMG \u00e8 una grande associazione con gruppi sparsi un po&#8217; in tutta l&#8217;Italia, quindi ci limitiamo ad elencare i progetti che vedono il gruppo della valle Imagna coinvolto attivamente.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n<p><br><\/p><p> <strong>Due Ospedali sulle Ande<\/strong><\/p><p><strong>La Missione di solidariet\u00e0 dell&#8217;Operazione Mato Grosso<\/strong><\/p><p><\/p><p>Tra le cime innevate delle Ande, dove l&#8217;aria si fa rarefatta e la vita diventa una sfida quotidiana, sorgono due straordinarie testimonianze di solidariet\u00e0 umana: l&#8217;Hospital Mama Ashu di Chacas in Per\u00f9 e l&#8217;Ospedale Claudio Benati di Zumbahua in Ecuador. Entrambe le strutture nascono dall&#8217;impegno instancabile dell&#8217;<strong>Operazione Mato Grosso (OMG)<\/strong>, un movimento giovanile di volontariato italiano che da decenni porta speranza e cure mediche nelle zone pi\u00f9 remote e povere del Sud America.<\/p><p><br><\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: bolder;\">L&#8217;Hospital Mama Ashu: un sogno diventato realt\u00e0<\/span><\/p><p>Nel 1994, ai piedi delle maestose cime andine che superano i 5-6000 metri di altitudine, viene inaugurato l&#8217;<span style=\"font-weight: bolder;\">Hospital Mama Ashu<\/span>&nbsp;a Chacas, in Per\u00f9. Il nome stesso della struttura, dedicato alla Vergine Assunta patrona del paese, racconta di una comunit\u00e0 che ha trovato nella fede e nella solidariet\u00e0 la forza per affrontare le avversit\u00e0.<\/p><p>La nascita dell&#8217;ospedale risponde al sogno di&nbsp;<span style=\"font-weight: bolder;\">Padre Ugo de Censi<\/span>, sacerdote salesiano e fondatore dell&#8217;Operazione Mato Grosso, che dal 1976 \u00e8 parroco di Chacas. Di fronte al dramma sanitario di una popolazione che vive di agricoltura di sussistenza, spesso afflitta dalla fame e dalla precariet\u00e0, Padre de Censi ha immaginato un luogo dove i &#8220;campesinos&#8221; pi\u00f9 poveri potessero essere curati gratuitamente e con amore.<\/p><p>La realt\u00e0 che circonda Chacas \u00e8 infatti drammatica: in un sistema sanitario peruviano completamente a pagamento, la malattia diventa sinonimo di tragedia per famiglie che gi\u00e0 lottano per la sopravvivenza. Gli ospedali pi\u00f9 attrezzati distano ore di viaggio su strade spesso impraticabili, mentre gli ambulatori locali sono carenti di igiene, personale e attrezzature.<\/p><p><br><\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: bolder;\">L&#8217;Ospedale Claudio Benati: solidariet\u00e0 tra le Ande Ecuadoriane<\/span><\/p><p>A Zumbahua, nel cuore della Sierra ecuadoriana, sorge dal 1993 l&#8217;<span style=\"font-weight: bolder;\">Ospedale Claudio Benati<\/span>, intitolato a un benefattore trentino la cui commozione e generosit\u00e0 hanno reso possibile questa opera. Situato in una delle aree di maggiore povert\u00e0 nazionale dell&#8217;Ecuador, l&#8217;ospedale serve comunit\u00e0 indigene che vivono ancora in condizioni di estremo isolamento.<\/p><p>Le famiglie di questa regione abitano in case gelide con pavimenti di terra, spesso prive di luce ed acqua corrente, cucinando ancora con fuochi di legna in capanne annerite dal fumo. La loro economia si basa su un&#8217;<span style=\"font-weight: bolder;\">agricoltura tradizionale<\/span>&nbsp;che produce orzo, patate, fagioli e cipolle una sola volta l&#8217;anno, utilizzando tecniche primitive su terre aride e in condizioni climatiche avverse.<\/p><p>L&#8217;emigrazione verso le citt\u00e0 e gli Stati Uniti ha ulteriormente frammentato il tessuto sociale: madri abbandonate con figli piccoli, anziani soli, bambini cresciuti dai nonni che talvolta non parlano nemmeno spagnolo. In questo contesto di disgregazione familiare e povert\u00e0 estrema, l&#8217;ospedale rappresenta un punto di riferimento fondamentale.<\/p><p><br><\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: bolder;\">Un modello di medicina umana e gratuita<\/span><\/p><p>Entrambi gli ospedali condividono una filosofia rivoluzionaria: essere strutture &#8220;<span style=\"font-weight: bolder;\">da ricchi per i poveri<\/span>&#8221; dove la parola d&#8217;ordine \u00e8 la&nbsp;<span style=\"font-weight: bolder;\">gratuit\u00e0<\/span>. Non si tratta semplicemente di fornire cure mediche, ma di offrire un&#8217;assistenza umana, rispettosa e di qualit\u00e0 a chi non potrebbe mai permettersela.<\/p><p>I medici italiani che si recano a proprie spese in questi luoghi portano non solo le loro competenze professionali, ma anche una visione della medicina come vocazione. Durante la giornata, ogni medico svolge sia visite ambulatoriali che di reparto, senza distinzioni gerarchiche, arricchendo l&#8217;\u00e9quipe con le proprie specializzazioni specifiche.<\/p><p>I veri &#8220;padroni&#8221; di questi ospedali sono&nbsp;<span style=\"font-weight: bolder;\">i poveri<\/span>: persone che spesso viaggiano per ore da luoghi remoti, per cui \u00e8 difficile stabilire orari fissi, e la cui routine medica \u00e8 continuamente interrotta dalle emergenze. Questo impone ai sanitari di vivere la professione anche come missione, dedicando tempo e fatiche con il cuore, cercando di comprendere aspetti della vita locale che possono risultare incomprensibili alla mentalit\u00e0 occidentale.<\/p><p><span style=\"font-weight: bolder;\">Un impegno che cresce nel tempo<\/span><\/p><p>Col passare degli anni, il successo di entrambe le iniziative si misura nell&#8217;aumento costante di pazienti che si rivolgono a queste strutture. L&#8217;Hospital Mama Ashu accoglie ora malati provenienti persino da Lima, mentre l&#8217;Ospedale Claudio Benati \u00e8 diventato un punto di riferimento per intere regioni dell&#8217;Ecuador.<\/p><p>L&#8217;Operazione Mato Grosso, attraverso il lavoro instancabile di gruppi di volontari in Italia, continua a sostenere queste opere insieme ad altre iniziative sparse tra Ecuador, Per\u00f9, Bolivia e Brasile. L&#8217;impegno va oltre la semplice assistenza sanitaria: entrambi gli ospedali promuovono programmi di&nbsp;<span style=\"font-weight: bolder;\">medicina preventiva<\/span>&nbsp;e&nbsp;<span style=\"font-weight: bolder;\">accompagnamento comunitario<\/span>, instillando fiducia nelle popolazioni locali e formando risorse umane del territorio.<\/p><p><span style=\"font-weight: bolder;\">Una visione di speranza<\/span><\/p><p>Questi due ospedali rappresentano molto pi\u00f9 di semplici strutture sanitarie: sono simboli di una medicina che mette la&nbsp;<span style=\"font-weight: bolder;\">dignit\u00e0 umana<\/span>&nbsp;al centro, praticando concetti di non discriminazione, rispetto e gentilezza verso ogni paziente. La loro esistenza dimostra che \u00e8 possibile costruire un mondo pi\u00f9 equo, dove la salute non sia un privilegio ma un diritto accessibile a tutti.<\/p><p><\/p><p>Per ogni collaboratore, paziente e medico coinvolto, questi progetti costituiscono un veicolo per creare una visione di vita pi\u00f9 ampia, dalla quale scaturisce la speranza concreta che un cambiamento verso un mondo pi\u00f9 giusto sia davvero possibile. Sulle Ande, dove la vita \u00e8 gi\u00e0 una sfida, l&#8217;amore e la solidariet\u00e0 dell&#8217;Operazione Mato Grosso continuano a scrivere storie di speranza e rinascita.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n<p><b>Il rifugio Gherardi<\/b><\/p>\n\n\n<p><b><\/b>Questi due ospedali rappresentano molto pi\u00f9 di semplici strutture sanitarie: sono simboli di una medicina che mette la&nbsp;<span style=\"font-weight: bolder;\">dignit\u00e0 umana<\/span>&nbsp;al centro, praticando concetti di non discriminazione, rispetto e gentilezza verso ogni paziente. La loro esistenza dimostra che \u00e8 possibile costruire un mondo pi\u00f9 equo, dove la salute non sia un privilegio ma un diritto accessibile a tutti.<\/p><p>Per ogni collaboratore, paziente e medico coinvolto, questi progetti costituiscono un veicolo per creare una visione di vita pi\u00f9 ampia, dalla quale scaturisce la speranza concreta che un cambiamento verso un mondo pi\u00f9 giusto sia davvero possibile. Sulle Ande, dove la vita \u00e8 gi\u00e0 una sfida, l&#8217;amore e la solidariet\u00e0 dell&#8217;Operazione Mato Grosso continuano a scrivere storie di speranza e rinascita.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n<p>La soffitta<\/p>\n\n\n<p>La soffitta \u00e8 un progetto nato a Strozza da un gruppo di ragazzi della valle Imagna che oltre a collaborare con il resto del gruppo agli altri progetti, si \u00e8 occupato di offrire servizi di sgombero soffitte e cantine, (da qui il nome del progetto), con lo scopo di aggiustare, restaurare quello che \u00e8 possibile far ritornare a nuova vita. Matteo ed altri ragazzi, convinti del valore educativo di questo proposito, hanno portato avanti l&#8217;iniziativa in questi anni, facendo crescere la popolarit\u00e0 del progetto che, a livello della valle, \u00e8 ormai conosciuto ed apprezzato. Il materiale &#8220;salvato&#8221; viene riciclato in un mercatino aperto una domenica al mese, dove \u00e8 possibile con una piccola offerta, trovare oggetti altrimenti costosi da acquistare nuovi, senza dimenticare che, l&#8217;offerta va ad aiutare chi ne ha pi\u00f9 bisogn. Davvero un bel progetto. Bravi!&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"pagelayer_contact_templates":[],"_pagelayer_content":"","footnotes":""},"class_list":["post-340","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.festadeicolori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/340","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.festadeicolori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.festadeicolori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.festadeicolori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.festadeicolori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=340"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.festadeicolori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/340\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":444,"href":"https:\/\/www.festadeicolori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/340\/revisions\/444"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.festadeicolori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=340"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}